IL RESPIRO CHE CALMA LA MENTE

a woman with arms outstretched in a field of wheat respirazione quadrata

In questa lezione, che fa parte del ciclo di formazione per allievi della scuola anno  2025, presentiamo una pillola di coscienza, iniziamo dalle basi e facciamo un lungo giro per arrivare a qualcosa di semplice, ma molto utile.

Molti di noi si sono avvicinati alle arti marziali per il fascino di una cultura millenaria, per il combattimento, per la difesa personale, per film e cartoni animati, Kung fu panda, Ken il guerriero, Bruce Lee, Jackie Chan…per imparare e portare dentro di noi qualcosa che ci è sembrato importante e divertente.

Questo qualcosa di importante quando si manifesta, quando lo useremo?

 

“Quando ci attaccherà un esercito nemico io gli mostrerò come so bene Wu Bu Quan!

Spero di no e che non accada mai, così come spero che non usiate mai le tecniche di difesa del Programma Tecnico nella vita reale.

La vita reale è fatta di tante cose, dalle interrogazioni a scuola, alle riunioni in ufficio, al traffico per muoversi da e per lavoro, agli imprevisti, i clienti, i meeting, gli accordi con persone più o meno simpatiche, previsti e imprevisti potremmo dire.

Si, la vita è come un pentolone pieno di previsti e imprevisti e noi, vivendola, mescoliamo e serviamo il piatto del giorno.

Quindi tutte quelle cose che impariamo in palestra (Wushu guan) a cosa ci servono? A cosa serve la linea centrale? (Zhong din) A cosa ci serve la tecnica? La forma più o meno antica, se poi là fuori non possiamo usare Wu Bu Quan contro l’esercito invasore, figuriamoci con il capoufficio o la prof!

Impariamo il metodo, arriviamo a conoscere un metodo che serve per conoscere noi stessi e lo facciamo arricchendo anche la nostra autostima e la fiducia in noi stessi, lo facciamo per poter usare gli schemi che impariamo a nostro vantaggio, e non parlo di particolari spostamenti o calci volanti ma di ripetere un gesto, un esercizio per fare nostro qualcosa, come gli esercizi di matematica così gli esercizi di kung fu, come cento volte un pugno cento volte il pennello sulla tela per fare un capolavoro, migliorare consapevoli ogni volta.

Per fare quello che vi ho appena detto dobbiamo usare lo stesso metodo per educare il nostro essere a rimanere lì, lì per imparare.

Dobbiamo educare una nostra parte ancestrale, ereditata dall’uomo primitivo, a fare quello che va fatto quando va fatto, insomma essere presenti anche quando il piatto del giorno non ci piace e subiamo lo stress.

Quando l’uomo andava a caccia affamato, con appena un bastone spuntato in mano e la preda si nascondeva dietro un cespuglio, se voleva mangiare doveva prefigurare da dove sarebbe spuntata altrimenti vinceva un salto del pasto.

Così noi, quando ci chiama la prof pensiamo già a tutte quelle cose che non abbiamo studiato e magari vuole solo chiederci di abbassare la tenda della finestra.

Così, quando un vigile di mostra la paletta, ripassiamo mentalmente: luci ok, gomme boh!, le catene ecco è agosto e non ho le catene! Invece magari vuole solo avvertire che la strada è chiusa.

Oggi, faremo un non semplice esercizio, per rimanere qui e ora, per tenere la mente su quello che succede realmente, un esercizio che va ripetuto per almeno 21 giorni perché diventi un abitudine, un esercizio che è una risorsa perché calma il cervello senza essere una meditazione complicata.

Facendolo incontrare per 21 volte al vostro cervello, che lo troverà calmante aiutandolo a elaborare le situazioni attuali, farà si che questo lo ritenga utile e lo utilizzi come strumento semplificandovi la vita in modi inaspettati.

Per rendere l’esercizio più semplice ho creato un video che vedete in questa pagina, potete ascoltarlo e guardarlo, mettervelo nelle cuffie e praticarlo in autobus, in treno, in coda al mattino…no quando spiega la prof, non ve lo consiglio, nemmeno mentre vi parla il capoufficio o un cliente ma potete e dovete richiamarlo alla mente per calmare i pensieri e rimanere presenti, è questo il suo scopo, quando la testa “se ne va a spasso”, vi mantiene presenti.

L’esercizio è usato un diversi ambiti, dallo Yoga, alle arti marziali, nel Qi Gong al coaching (che tanto va di moda) si chiama Respirazione Quadrata e si pratica così:

Inspiro per circa 4 secondi, trattengo per altri 4 secondi, poi dolcemente espiro per 4 secondi e infine trattengo delicatamente in apnea per altri 4, il tutto respirando dal naso mandando il respiro verso l’addome, poi si ricomincia e via così per almeno 5 minuti.

Che ci vuole direte voi? Provate e sperimentate, più passerà il tempo e più controllerete il fluire dell’aria, l’aria è energia vitale che assumiamo dall’esterno, il QI che ci circonda di cui abbiamo un articolo qui.

Più siamo armonici nelle quattro fasi, più vivremo un’ esperienza armonizzante, più accorciamo il respiro e le fasi, più saremo energizzati ma anche sovraccarichi, più rallentiamo e allunghiamo le fasi più saremo calmi e profondi e perderemo di dinamicità, siamo noi a dettare il nostro ritmo non sbilanciate ma cercate l’armonia.

Potete commentare sotto l’articolo, siate onesti e buon percorso verso il qui e ora a tutti.

Jiaolian Christian

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *